50 anni di storia, la famiglia Marmo opera nel campo dei metalli dal 1963

Luigi Marmo è il fondatore dell’allora Marmo Snc. Apre l’azienda dopo essere stato un operaio in una fabbrica di cioccolato, lavorando al tornio dell’officina. Da lì passa ad un sugarificio e in seguito lavora sulle riempitrici.
Il suo sogno inizia ad avverarsi quando acquista il suo primo, vecchio tornio e comincia a lavorare in un piccolo scantinato. Si occupa di carpenteria in ferro, realizzando strutture per l’edilizia e infissi in alluminio.
A poco a poco, riesce ad acquistare un pezzo di terra tra Canelli e Santo Stefano. Costruisce la sua casa e, nel corso del tempo, il primo vero capannone. L’attività funziona e Luigi realizza un’altra struttura, un alloggio per i suoi genitori.

Nel 1979 Paolo Marmo inizia a lavorare nell’azienda di famiglia. In quel momento Luigi aveva bisogno di un aiuto per soddisfare un grosso ordine di un cliente e, da lì in poi, padre e figlio avrebbero collaborato per far crescere l’allora Marmo Snc.

Nel 1993 la decisione di realizzare un’unità produttiva più spaziosa e più vicina alla clientela principale. È per questo che l’azienda si sposta nel nuovo stabilimento di Regione Dota, a Canelli, dove si stava sviluppando quello che oggi è una realtà affermata: il settore dell’enomeccanica.

Un investimento di quel tipo faceva paura, ci si chiedeva come sarebbero andate le cose. Ma con il nuovo stabilimento abbiamo dato una nuova immagine e quindi nuova forza all’azienda e i clienti sono arrivati numerosi”
Paolo Marmo
 

La lungimiranza di Luigi si riflette nei macchinari acquistati ancora prima di trasferire l’azienda. Le piegatrici e gli strumenti per la lavorazione della lamiera possedevano lunghezze ben maggiori rispetto a quelle presenti in Piemonte all’epoca. Questo fornisce una forza strutturale che consente alla Marmo di coprire un raggio molto ampio.Quando Roberto Marmo entra nell’azienda di famiglia, nella Marmo lavorano quattro persone, tra cui suo padre e suo fratello Paolo. Con un po’ di nostalgia ricorda, ad esempio, la mancanza dei muletti e la difficoltà nell’utilizzare dei legni su cui far cadere il materiale da trasportare poi a mano.

Quello che mio padre faceva in un anno noi oggi lo facciamo in una settimana. Non c’erano i computer, i disegni venivano fatti a mano su foglietti. Tutti facevano tutto, dovevi esserne capace.” Roberto Marmo
 

Nella Marmo, Roberto lavora per un anno in cesoia, poi passa alla punzonatrice e alla saldatura. Il suo ritorno dal militare coincide con l’arrivo del primo laser, nel 1998.
Nasce la Marmo Laser, che lavora in parallelo alla Marmo Snc.

È l’inizio di un periodo di forti innovazioni tecnologiche: le aziende di carpenteria migliorano di anno in anno, uniformandosi sui primi laser e ottimizzando i processi. La Marmo e la Marmo Laser rimangono sempre all’avanguardia, smettendo di tagliare a cesoia e senza punzonare più le lamiere. Dopo l’acquisto di un ulteriore capannone nasce ufficialmente il reparto di saldatura, subito ben strutturato con un impianto centralizzato. Il capo officina viene strappato dal suo banco di lavoro e inizia ad organizzare il personale. Ricorda ancora gli inizi, quando la saldatura era un processo a cui si dedicava meno attenzione.

“C’era il detto: la saldatura non deve essere bella ma deve tenere! È di quegli anni, di chi non era specializzato nel saldare. Oggi deve tenere ed essere bella.”
Donato Luongo

Nel 2004 si decide di fondere le due aziende, che confluiscono nella Marmoinox Srl. In questo modo si sono snelliti i costi di gestione e la velocità di produzione è aumentata notevolmente.

Oggi l’azienda ha inserito tra le sue competenze un ufficio di R&S per velocizzare il processo innovativo, con la volontà che la contraddistingue da tutta la sua storia: quella di un miglioramento costante, tramite il proprio lavoro e la collaborazione con i suoi clienti.